Ramarro

Ramarro (Lacerta bilineata)

Il ramarro (Lacerta bilineata) è diffuso nell’Europa occidentale; sulle Alpi dalla pianura fino a 1900 m di quota. Predilige ambienti con arbusti e cespugli ben esposti al sole. Lo si può osservare ai margini dei boschi e dei campi coltivati, tra le siepi e sui muretti a secco. È importante però che vicino ai rifugi del ramarro ci siano degli ambienti umidi. Il suo corpo è lungo 13 cm esclusa la coda, che può essere anche due volte più lunga del corpo. I maschi hanno la testa più grande di quella delle femmine e la gola è di colore azzurro-blu, soprattutto durante il periodo riproduttivo, mentre il dorso è verde, a volte puntinato di nero. Le femmine hanno colorazioni molto variabili: sono di colore verde o marrone uniforme sul dorso e talvolta sono presenti anche 2 o 4 bande bianche bordate di scuro, che corrono lungo tutto il dorso e i fianchi. Alcune femmine possono avere la gola azzurra dopo la fecondazione. Il ramarro preferisce muoversi sul terreno, anche se è in grado di arrampicarsi su arbusti e rocce. Si nutre di insetti e altri invertebrati ma non disdegna giovani di lucertola, piccoli roditori, uova di uccelli e a volte anche frutti. I maschi sono molto territoriali e tra gli individui si instaurano gerarchie che poi si riflettono nel periodo riproduttivo. Le femmine depongono in estate da 5 a 20 uova. Sono stati segnalati casi di cure parentali, in cui le femmine tengono sotto controllo le proprie uova. I predatori del ramarro sono i mustelidi, i ricci, le volpi, i serpenti come il biacco e svariate specie di uccelli.

 

 

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