Storia e Futuro

L’idea di sottoporre a tutela questa area risale ad una ventina di anni fa. Già alla fine degli anni ’80 vennero commissionati dal Comune di Collegno studi di analisi del territorio e delle caratteristiche dell’area. Attualmente l’area è tutelata dal piano regolatore comunale ed è classificata come Oasi di protezione dalla Provincia di Torino, che di fatto la esclude dalle aree soggette ad attività venatoria (attività che veniva svolta non più di quindici anni fa). Il Parco Agronaturale della Dora Riparia è anche individuato come Area di Salvaguardia dalla Legge Regionale 19 del 2009 con le seguenti finalità:

  • tutelare gli ecosistemi agro-forestali esistenti;
  • promuovere iniziative di recupero naturalistico e di mitigazione degli impatti ambientali;
  • attuare il riequilibrio urbanistico-territoriale per il recupero dei valori naturali dell’area;
  • sperimentare modelli di gestione della fauna per un equilibrato rapporto con il territorio e con le popolazioni residenti;
  • promuovere e sviluppare le potenzialità turistiche sostenibili dell’area

La maggior parte della superficie del Parco è proprietà privata ad uso agricolo. Di tutta la superficie agricola presente, il 62% è coltivato, mentre il 37% è tenuto a prato-pascolo. Il territorio, anticamente sfruttato in prevalenza come area pascoliva per il bestiame, è stato riconvertito negli ultimi decenni alla coltura cerealicola e in particolare a mais, ridisegnando il panorama che rimane però fortemente contrassegnato dall’intreccio dei canali di irrigazione (bealere) risalenti al 1600. L’allevamento è ancora presente in minima parte. Sul territorio troviamo 500 capi di bovini e 20 capi di equini. Perché tutelare un’area agricola? Quest’area riveste un’importanza strategica trovandosi ai confini del territorio metropolitano di Torino. Tutelare e preservare tale territorio permette di mitigare gli effetti della frammentazione degli habitat connessa ai crescenti fenomeni di urbanizzazione e sviluppo industriale che hanno interessato il territorio della cintura di Torino e quindi di garantire una fascia di collegamento fra città e campagna, nonché garantire la connessione delle aree pedemontane delle Alpi, con i sistemi verdi urbani.

I commenti sono chiusi.