Gelso Bianco

Gelso bianco (Morus alba)

Il gelso bianco (Morus alba) è un albero originario dell’Asia orientale introdotto in Italia secoli fa per utilizzarne le foglie, unico nutrimento per il baco da seta. Nel Parco della Dora se ne trovano ancora molti esemplari inselvatichiti che testimoniano la presenza di coltivazioni nel passato. Può raggiungere i 10-15 m di altezza e presenta, nelle forme selvatiche, una chioma molto ampia e ramosa; anticamente veniva potato per produrre continuamente nuovi rami carichi di foglie: la pianta assumeva in tale modo la forma “capitozzata”. La scorza del gelso bianco si presenta liscia, di colore aranciato marrone chiara; le foglie, di dimensioni massime di 8-10 cm, sono verde brillante e di forma variabile da cuori forme ovoidale a lobata palmata con 3-5 lobi.

Sia i fiori maschili che i femminili sono separati ma presenti sulla stessa pianta(specie monoica) e sono raggruppati in amenti penduli verdastri. Il falso frutto, di colore bianco, è detto “sorosio” ed ha un aspetto molto simile a quello delle more; è commestibile e molto saporito, appetito anche da diversi animali selvatici. Specie simile al gelso bianco è il gelso nero (Morus nigra), anche esso introdotto per la produzione di seta e ora inselvatichito. Si distingue dal gelso bianco per la scorza più scura e fessurata, per le foglie più regolari nella forma e per la produzione di more nere e rosse. Le more del gelso nero diventano dolci solo a completa maturazione mentre quelle del gelso bianco sono dolci anche non completamente mature.

La famosa mora del Gelso è in realtà un “sorosio”.

 

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