Gelso da carta

Gelso da carta (Broussonetia papyrifera)

E’ originaria dell’Asia orientale da dove è stata importata nel XVIII secolo come pianta ornamentale. A differenza dei gelsi bianchi e neri non rientra nella filiera produttiva della seta poiché il baco non si ciba delle sue foglie. Nei paesi di origine veniva impiegata per produrre carta (da cui il nome).
Nel Parco della Dora si incontrano alcuni esemplari inselvatichiti, probabilmente legati ad antichi lavori di sistemazione spondale della Dora Riparia, poiché in passato questa specie venne usata per consolidare le sponde e i versanti collinari. Quest’albero arriva fino a 10-15 m di altezza e presenta una chioma molto ampia e ramosa fin dalla base. La scorza, bruno-ocracea e liscia negli esemplari giovani, diventa con l’età bruno intensa e con profonde scanalature. Le foglie, lunghe 8-12 cm, sono caratterizzate da eterofillia mostrando forme variabili da cuoriformi, ovoidali e lobate con 3 o 5 lobi. Sono di colore verde-grigiastro sulla pagina superiore, più chiare sulla inferiore e presentano un’elevata tomentosità su entrambe le pagine. Le infiorescenze maschili e femminili sono presenti su piante diverse (specie dioica): esistono quindi individui maschi e individui femmine. I fiori maschili sono raggruppati in amenti penduli poco appariscenti e sono di colore verdastro mentre quelli femminili, raggruppati in glomeruli all’ascella delle foglie, presentano una debole colorazione rossastra. Il falso frutto, commestibile e dolce, è un sorosio tondeggiante di 2 cm di diametro, inizialmente verde poi aranciato a maturazione.

La tipica “eterofillia” del Gelso da carta

 

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